Quello nel titolo e’ il detto spagnolo citato da Marco Travaglio nel suo primo intervento della sua nuova rubrica video. Mai sentita una frase piu’ consona alla nostra situazione. Continua a rimbombarmi in testa. Non solo e’ quello che stiamo vivendo, ma mentre lo fanno, tentano di rivolgere la nostra attenzione sull’emergenza puzza e sull’emergenza piogge acide.
E provate a dirmi che non siamo come la mucca di questo video:
Un giorno, quando avro’ dei figli abbastanza grandi per afferrare bene il concetto, prendero’ una vecchia padella, dell’olio, un po’ d’acqua, una pala ed andremo in aperta campagna o in montagna. Tranquilli lo scopo non sara’ prenderli a padellate, friggerli e sotterrarne le ossa. Non in questo caso per lo meno.
Preparero’ un fuoco in uno spazio aperto, ci mettero’ sopra la padella con l’olio ed aspettero’. Se il fuoco sara’ sufficientemente intenso, l’olio prendera’ fuoco e fara’ una bella fiammata. A quel punto con cauzione prendero’ un po’ d’acqua e la versero’ sopra. Non so quanti di voi sappiano cosa succede se si compie un’azione
Al mondo tutti vediamo gli avvenimenti che ci stanno attorno, e per forza di cose siamo chiamati a darne un’interpretazione ed a rispondere ad essi. Quando si cercano soluzioni, molte persone semplicemente guardano al problema che hanno di fronte e reagiscono di conseguenza. Non si preoccupano delle cause che l’hanno generato, si comportano allo stesso modo di fronte ad avvenimenti che possono sembrare simili ma che hanno cause diverse. In buona parte dei casi puo’ andare bene, cosi’ come un fuoco spesso e’ solo un fuoco, se brucia una tenda o un pezzo di carta l’acqua funzionera’ benissimo, ma non sempre sara’ vero. Trascurare le cause puo’ avere effetti deleteri oltre a non risolvere il problema.
Chi se la prende con gli stranieri e con la criminalita’ diffusa, con l’efferatezza di molti omicidi, con le cosidette “emergenze”, con il caro vita e simili, vede benissimo il problema, ma spesso non ne conosce le cause o non le comprende (in alcuni casi non le accetta) perche’ sono piu’ complesse e meno appariscenti del semplice sentire il disagio del vivere in quelle situazioni (disagio immediato ed a cui non ci si puo’ sottrarre girando la testa), allora elabora soluzioni semplici, come gettare l’acqua sul fuoco. Soluzioni che si basano sull’emulazione, sul sentito dire e (quando va bene) sull’esperienza passata. Cosi’ per il problema
Da pochi giorni, regalo di Kimota, PK puo’ fare sfoggio dell’unica ed inimitabile forchettina comizietto (di cui presto mettero’ la foto). Voci maliziose, futili e disinformate (tze’), che il sottoscritto non ritiene di dover commentare (tze’), affermano che PiccoloKin abbia l’abitudine ad attaccare con lunghi monologhi spesso sulla politica, sulle censure, sui danni degli inceneritori e quant’altro, ogni volta che ne abbia l’occasione, specialmente intorno alle elezioni. Questo comportamento si nota piu’ frequentemente quando il “Kin” si trova tavola, cioe’ in uno dei pochi momenti in cui la tv e’ accesa, e magari trasmette un telegiornale. Di conseguenza durante quelle che io chiamerei “libere espressioni di pensiero”, parlo molto e mangio poco, ed i tempi gia’ biblici che tipicamente trascorro per completare un pasto si allungano ritrovandomi cosi’ spesso con il piatto ancora pieno davanti e la forchetta in mano (non credete alle voci false e tendenziose che affermano che mi copra di polvere e che il cibo si ammuffisca). Al contrario Kimota ha la caratteristica di spazzolare tutto istantaneamente (ho sviluppato la teoria secondo cui non mastica, altrimenti non si spiegherebbe la velocita’ con cui trangugia il trangugiabile), come se avesse paura che una mano invisibile le rubi il cibo (e’ inutile che facciate quei sorrisini, non sono io, prrrr).
Questi attimi di “libero scambio di opinioni” (ehm…) che mi caratterizzano sono stati battezzati da quella lingua lunga di Kimota “comizietti”, e secondo una sua recente teoria e’ la forchetta in mano che favorisce questi discorsi, mentre senza di essa mi concentro con piu’ facilita’ sul cibo. Cosi’, la mia dolce meta’, per porre un freno a questa bulimia di parole, ha pensato bene da genia qual'e’, di regalarmi una forchettina apposita. Una sorta di forchetta/campanello di Pavlov o una forchetta/spada di Grayskull, fate voi. Un’adorabile forchettina di plastica verde con i denti corti che mi permettera’ di essere pronto ad affrontare anche i discorsi piu’ ardui.
Cio’ a cui non aveva pensato, e’ che come l’Unico Anello di Sauron, o come tutti gli strumenti con incredibili poteri (tipo il ciuffo di Malgioglio) ha un suo effetto collaterale…
…
Ora invece di discutere, passiamo il tempo
(*) Leggenda vuole che un giorno PK si sia addirittura tuffato (con punteggio 8.7) sul divano per recuperarla in un tentativo di sottrazione dalle mani di Kimota. Ma non credeteci, sono le solite malelingue…
Domani oltre ad essere festa nazionale, ci sara’ anche il secondo V-Day organizzato da Grillo. I giornali come al solito stanno facendo finta di nulla, a parte qualche eccezione. Tutto lascia pensare che, come l’altra
Sono curioso di vedere cosa tutto succedera’.
I temi proposti sono proprio legati all’informazione, e non potrebbe essere diversamente: se dopo 15 anni ancora ci ritroviamo con lo stesso miliardario settantunenne a capo del governo, che controlla 3 televisioni su 7, ma a breve torneranno 6 su 7 (e’ stato da poco fatto dimettere Antonio Campo Dall’Orto direttore di La7, mentre alla Rai c'e' la guerra per le poltrone dei direttori), con annesso impero editoriale, tra cui la principale casa editrice italiana (ottenuta, secondo le sentenze della magistratura, grazie alla corruzione di giudici), non e’ assolutamente un caso.
Siamo 61esimi al mondo per liberta’ d’informazione secondo il resoconto
Si aprono gia’ le scommesse su quale sara’ la nostra posizione nel 2008…
Nel frattempo al portatore sano di conflitto d’interessi, e’ stato permesso in campagna elettorale di definirsi l’editore piu’ liberale della storia d’Italia e citare persino Montanelli, senza che nessuno gli abbia riso in faccia e lo abbia sputtanato seduta sante.
Questo paese senza memoria a cui vengono rifilate balle a ritmi vertiginosi, non ha speranze senza una radicale riforma dell’informazione.
