PiccoloKin

Siamo tutti figli dello stesso paramecio
Ma in alcuni si nota di piu'

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Testardo, morbosamente curioso, che odia avere sempre ragione, che ha sempre scelto i rimpianti ai rimorsi e si domanda sempre chi gliel'ha fatto fare. Vive nel mondo digitale in incognito dalla sua vita reale, e/o viceversa.

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Ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo

Quello nel titolo e’ il detto spagnolo citato da Marco Travaglio nel suo primo intervento della sua nuova rubrica video. Mai sentita una frase piu’ consona alla nostra situazione. Continua a rimbombarmi in testa. Non solo e’ quello che stiamo vivendo, ma mentre lo fanno, tentano di rivolgere la nostra attenzione sull’emergenza puzza e sull’emergenza piogge acide.
E provate a dirmi che non siamo come la mucca di questo video:


Scritto in evidente stato confusionale da: PiccoloKin in data martedì, 20 maggio 2008
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categorie: informazione, neurone on

Fire Water Burn

Un giorno, quando avro’ dei figli abbastanza grandi per afferrare bene il concetto, prendero’ una vecchia padella, dell’olio, un po’ d’acqua, una pala ed andremo in aperta campagna o in montagna. Tranquilli lo scopo non sara’ prenderli a padellate, friggerli e sotterrarne le ossa. Non in questo caso per lo meno.
Preparero’ un fuoco in uno spazio aperto, ci mettero’ sopra la padella con l’olio ed aspettero’. Se il fuoco sara’ sufficientemente intenso, l’olio prendera’ fuoco e fara’ una bella fiammata. A quel punto con cauzione prendero’ un po’ d’acqua e la versero’ sopra. Non so quanti di voi sappiano cosa succede se si compie un’azione del genere, e’ un fenomeno fisico un po’ inaspettato: la fiamma s’ingrandisce, come se ci avessimo versato sopra della benzina. Il risultato e’ piuttosto pericoloso e contrasta con la maggior parte delle nostre certezze. Ed e’ questo che mi piacerebbe insegnare ai miei figli: i fatti vanno interpretati anche in funzione delle cause che li hanno scatenati. Un fuoco puo’ non essere uguale ad un altro, anche se si assomigliano.
Al mondo tutti vediamo gli avvenimenti che ci stanno attorno, e per forza di cose siamo chiamati a darne un’interpretazione ed a rispondere ad essi. Quando si cercano soluzioni, molte persone semplicemente guardano al problema che hanno di fronte e reagiscono di conseguenza. Non si preoccupano delle cause che l’hanno generato, si comportano allo stesso modo di fronte ad avvenimenti che possono sembrare simili ma che hanno cause diverse. In buona parte dei casi puo’ andare bene, cosi’ come un fuoco spesso e’ solo un fuoco, se brucia una tenda o un pezzo di carta l’acqua funzionera’ benissimo, ma non sempre sara’ vero. Trascurare le cause puo’ avere effetti deleteri oltre a non risolvere il problema.
Chi se la prende con gli stranieri e con la criminalita’ diffusa, con l’efferatezza di molti omicidi, con le cosidette “emergenze”, con il caro vita e simili, vede benissimo il problema, ma spesso non ne conosce le cause o non le comprende (in alcuni casi non le accetta) perche’ sono piu’ complesse e meno appariscenti del semplice sentire il disagio del vivere in quelle situazioni (disagio immediato ed a cui non ci si puo’ sottrarre girando la testa), allora elabora soluzioni semplici, come gettare l’acqua sul fuoco. Soluzioni che si basano sull’emulazione, sul sentito dire e (quando va bene) sull’esperienza passata. Cosi’ per il problema del traffico si vogliono strade piu’ larghe e piu’ parcheggi. Per i consumi si vogliono bollette piu’ basse. Per la sicurezza si vogliono piu’ poliziotti e cosi’ via. Sono i classici discorsi che si sentono nei bar. Quel tipo di soluzioni che semplificano tutto. Soluzioni semplici a problemi complessi. In molti casi funziona, ma in alcuni di essi, l’effetto risultante puo’ essere simile al versare dell’acqua sull’olio bollente.



Scritto in evidente stato confusionale da: PiccoloKin in data venerdì, 16 maggio 2008
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categorie: neurone on

Ai tempi di Franco

Casomai ve la foste persa, ecco qui l'intervista che sta facendo mandare su tutte le furie gran parte del mondo politico. Se al posto di pochi minuti alla settimana, le televisioni parlassero sempre chiaro e semplice come ha fatto Travaglio sabato scorso, di Berlusconi ci saremmo gia' liberati da un decennio. 


Ecco il link alla seconda parte ed alla terza parte (dove ci sono le parole su Schifani).
...
Il motivo per cui quelle parole hanno fatto cosi' male lo trovate scritto in
questo articolo del guardian di 5 anni fa che ho trovato qui. Un articolo che sembra stato scritto ieri...
Ve lo segnalo perche' la chiave di lettura dei fatti di questi giorni sta tutta in queste parole:
"Ecco, c'é un parallelo storico che é possibile fare con un paese non troppo lontano. In Spagna, ai tempi di Franco, incredibilmente, era possibile assistere a clamorose ridicolizzazioni della sua dittatura, nei teatri di Madrid o di Barcellona. I censori non badavano ai teatri e ai cabaret, perché il loro pubblico era per la maggior parte costituito da spagnoli di città, sofisticati, appartenenti al ceto medio, che costituivano ormai una causa persa per il regime.
La massa del pubblico guardava la Television Espanola, di proprieta' dello Stato, e quella veniva tenuta rigorosamente sotto controllo, perché non vi comparisse nemmeno il sospetto di una critica. L'Italia non é ancora a questo punto. Eppure... C'e' si' ancora un dibattito aperto e vigoroso, anche sui canali di Berlusconi. Ma in un'epoca in cui molti paesi in Europa, al centro e all'est, si stanno trasformando in societa' aperte', come ha gia fatto la Spagna, l'Italia sta scivolando nella direzione opposta".
Scritto in evidente stato confusionale da: PiccoloKin in data mercoledì, 14 maggio 2008
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categorie: informazione, neurone on, life of kin

Forchettina Comizietto

Da pochi giorni, regalo di Kimota, PK puo’ fare sfoggio dell’unica ed inimitabile forchettina comizietto (di cui presto mettero’ la foto). Voci maliziose, futili e disinformate (tze’), che il sottoscritto non ritiene di dover commentare (tze’), affermano che PiccoloKin abbia l’abitudine ad attaccare con lunghi monologhi spesso sulla politica, sulle censure, sui danni degli inceneritori e quant’altro, ogni volta che ne abbia l’occasione, specialmente intorno alle elezioni. Questo comportamento si nota piu’ frequentemente quando il “Kin” si trova tavola, cioe’ in uno dei pochi momenti in cui la tv e’ accesa, e magari trasmette un telegiornale. Di conseguenza durante quelle che io chiamerei “libere espressioni di pensiero”,  parlo molto e mangio poco, ed i tempi gia’ biblici che tipicamente trascorro per completare un pasto si allungano ritrovandomi cosi’ spesso con il piatto ancora pieno davanti e la forchetta in mano (non credete alle voci false e tendenziose che affermano che mi copra di polvere e che il cibo si ammuffisca). Al contrario Kimota ha la caratteristica di spazzolare tutto istantaneamente (ho sviluppato la teoria secondo cui non mastica, altrimenti non si spiegherebbe la velocita’ con cui trangugia il trangugiabile), come se avesse paura che una mano invisibile le rubi il cibo (e’ inutile che facciate quei sorrisini, non sono io, prrrr).
Questi attimi di “libero scambio di opinioni” (ehm…) che mi caratterizzano sono stati battezzati da quella lingua lunga di Kimota “comizietti”, e secondo una sua recente teoria e’ la forchetta in mano che favorisce questi discorsi, mentre senza di essa mi concentro con piu’ facilita’ sul cibo. Cosi’, la mia dolce meta’, per porre un freno  a questa bulimia di parole, ha pensato bene da genia qual'e’, di regalarmi una forchettina apposita. Una sorta di forchetta/campanello di Pavlov o una forchetta/spada di Grayskull, fate voi. Un’adorabile forchettina di plastica verde con i denti corti che mi permettera’ di essere pronto ad affrontare anche i discorsi piu’ ardui.
Cio’ a cui non aveva pensato, e’ che come l’Unico Anello  di Sauron, o come tutti gli strumenti con incredibili poteri (tipo il ciuffo di Malgioglio) ha un suo effetto collaterale…

Ora invece di discutere, passiamo il tempo del pranzo a combattere per il possesso della forchetta medesima(*).

Una forchettina per domarli, una forchettina per trovarli.
Una forchettina per ghermirli e nel buio incaternarli.

 

Nota:
(*) Leggenda vuole che un giorno PK si sia addirittura tuffato (con punteggio 8.7) sul divano per recuperarla in un tentativo di sottrazione dalle mani di Kimota. Ma non credeteci, sono le solite malelingue…

Scritto in evidente stato confusionale da: PiccoloKin in data giovedì, 08 maggio 2008
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categorie: belgio, neurone off, life of kin

Libera informazione in libero stato

Domani oltre ad essere festa nazionale, ci sara’ anche il secondo V-Day organizzato da Grillo. I giornali come al solito stanno facendo finta di nulla, a parte qualche eccezione. Tutto lascia pensare che, come l’altra volta, si materializzeranno dal nulla centinaia di migliaia di persone nelle piazze d’Italia.  La stampa e la tv arriveranno dopo. Probabilmente si sono gia’ organizzate per disinnescare il problema: parleranno di altro o volutamente disinformeranno. Sara’ un altro bell’esempio di regime.
Sono curioso di vedere cosa tutto succedera’.
I temi proposti sono proprio legati all’informazione, e non potrebbe essere diversamente: se dopo 15 anni ancora ci ritroviamo con lo stesso miliardario settantunenne a capo del governo, che controlla 3 televisioni su 7, ma a breve torneranno 6 su 7 (e’ stato da poco fatto dimettere Antonio Campo Dall’Orto direttore di La7, mentre alla Rai c'e' la guerra per le poltrone dei direttori), con annesso impero editoriale, tra cui la principale casa editrice italiana (ottenuta, secondo le sentenze della magistratura, grazie alla corruzione di giudici), non e’ assolutamente un caso.
Siamo 61esimi al mondo per liberta’ d’informazione secondo il resoconto del 2007 della associazione non governativa Freedom House. Ci fanno compagnia in quella posizione, il Guyana, Israele e il Sao Tome e Principe, stato che non avevo mai sentito nominare prima in vita mia. Stanno meglio di noi persino in Ghana.
Si aprono gia’ le scommesse su quale sara’ la nostra posizione nel 2008…
Nel frattempo al portatore sano di conflitto d’interessi, e’ stato permesso in campagna elettorale di definirsi l’editore piu’ liberale della storia d’Italia e citare persino Montanelli, senza che nessuno gli abbia riso in faccia e lo abbia sputtanato seduta sante.
Questo paese senza memoria a cui vengono rifilate balle a ritmi vertiginosi, non ha speranze senza una radicale riforma dell’informazione.

Scritto in evidente stato confusionale da: PiccoloKin in data giovedì, 24 aprile 2008
Permalink e commenti (21)
categorie: informazione, neurone on


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